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Dettaglio attività Sisthema e Analisi

Sisthema e Analisi

L.go F. Nagni, 15 - Viterbo - VT - 01100
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Tel: 0761/32.42.47 -

Visita il sito: www.sisthemanalisi.info

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Eventi presentati

Descrizione dell'azienda

Sisthema & Analisi S.r.l. è una società di
consulenti, con elevata esperienza, che
lavorano con l’obiettivo di offrire piena
assistenza a professionisti, piccole e medie
imprese, in materia di Salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro, HACCP, sistemi di gestione
della qualità, trattamento dei dati personali e
formazione.
L’azienda opera nel settore della consulenza
dagli anni ’80, mantenendo in continuo
aggiornamento le proprie competenze. Grazie
alla collaborazione di personale esperto,
accresce la propria realtà aziendale,
espandendo la rete commerciale a tutto il
Lazio, l’Umbria, la Toscana, la Campania e il
Molise.

Novità via RSS

Emergenza Coronavirus

Perl’azienda,lacuiattivitànonèstatasospesa,la prosecuzione può avvenire solamente in presenza di condizioni che assicurino alle persone adeguati livelli di protezione”, in particolare si richiede che “l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali ,degli ambienti,delle postazioni di lavoro e delle aree comunie di svago”.

A seguito di richieste da parte di diversi clienti, la Sisthema & Analisi S.r.l. si è attivata per offrire un servizio aggiuntivo specificatamente dedicato alla disinfezione sfruttando l’impiego di specifici macchinari che generano ozono a dosatura controllata.

Tabella comparativa tra la disinfezione ad Ozono ed un qualsiasi utilizzo di prodotti chimici

DISINFEZIONE AD OZONO

DISINFEZIONE CON PRODOTTI CHIMICI

Sanifica l’intero volume dell’ambiente di lavoro

Sanifica solo le superfici dove l’operatore materialmente utilizza il prodotto

Funzionamento in automatico

Manualità dell’operatore

Tempi rapidi di sanificazione

Tempi lunghi

Nessun residuo

Possibili residui se non risciacquo adeguato

Abbattimento 99% Virus, batteri e muffe

Abbattimento in base al tipo di principio attivo della sostanza chimica e del dosaggio (non

sempre corretto)

Nessun rifiuto

DPI, carta, spugne e stracci trattati come rifiuti potenzialmente infetti

CREDENZIALI ED ACCREDITAMENTI:

1. Il Ministero della Salute con protocollo n. 24482 del 31 luglio 1996 riconosce l’OZONO presidio naturale per la sanificazione degli ambienticontaminatidabatteri,VIRUSemuffe;

2. Dichiaratounagenteantimicrobicodavariorganismimondiali.

FUNZIONAMENTO con Tecnologia ©ASPozone

LamacchinageneraautomaticamenteOzonoeneregolailgiustodosaggiopertuttaladuratadell’intervento. Sirilasciaunaschedadilavorazioneedunacertificazioneattestantel’avvenutasanificazione.

DOVE E’ INDICATO

Qualsiasitipodiambiente:ALIMENTARI–STRUTTURERICETTIVE–PRESIDISANITARI–UFFICI–ATTIVITA’COMMERCIALIed ARTIGIANALI–SCUOLE–MEZZIDITRASPORTO

INCENTIVI ECONOMICI

L’articolo64delDecretoLeggedel17/03/2020CuraItalia”concedealleimpreseuncreditod'impostaperlespesedisanificazionedegliambientidilavoro.Inparticolare“…..èriconosciuto,perilperiodod'imposta2020,uncreditod'imposta,nellamisuradel50percentodellespesedisanificazionedegliambientiedeglistrumentidilavorosostenuteedocumentatefinoadunmassimodi20.000europerciascunbeneficiario.

 
CORONAVIRUS: NUOVA ORDINANZA REGIONALE CHE INTEGRA LE DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI ORARI DELLE ATTIVIT? COMMERCIALI

18/03/2020 - 18 marzo 2020 – È stata emanata oggi dalla Regione Lazio un’ordinanza che integra i contenuti di quella pubblicata ieri – la n. Z00010 – che stabiliva disposizioni specifiche circa gli orari di apertura dei negozi (quelli la cui chiusura non è stata disposta dai provvedimenti del Governo). Esentate dai limiti di orario alcune tipologie di attività commerciali e concessa ai sindaci dei piccoli Comuni con pochi esercizi commerciali la facoltà di anticipare l’orario di apertura dei negozi.

Il provvedimento – anche questo firmato dal vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, dopo essere stato concertato con gli assessori al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione, Claudio Di Berardino, e allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli – nello specifico prevede che le disposizioni previste nell’ordinanza di ieri (orari limite per l’apertura e la chiusura degli esercizi, 8.30 e 19.00 dal lunedì al sabato e 8.30 e 15.00 la domenica) non si applicano, oltre che alle farmacie e parafarmacie, anche:

- alle edicole (attività di commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici);

- ai distributori automatici;

- ai benzinai (aree di servizio e di rifornimento carburanti), sia quelli situati sulla rete stradale, sia quelli autostradali, compresi i self-service.

Gli orari di apertura e chiusura di queste tipologie di attività commerciali non sono di conseguenza soggetti alle limitazioni stabilite con il provvedimento di ieri. Questa modifica è stata apportata in considerazione delle esigenze specifiche di queste attività commerciali, dovute alla loro natura stessa.

Merita ricordare inoltre che l’ordinanza di oggi, così come quella di ieri, riguarda esclusivamente le attività commerciali e non le attività artigianali consentite; di conseguenza non sono previste limitazioni di orario, a titolo di esempio, per i forni.

L’ordinanza prevede poi che “nei piccoli Comuni”, ossia quelli sotto i 5.000 abitanti, “con carenza di attività commerciali al dettaglio di beni di prima necessità e, in particolare, di medie e grandi strutture di vendita”, i sindaci potranno, con ordinanza, anticipare l’orario di apertura dei negozi rispetto a quanto previsto dall’ordinanza regionale di ieri (le 8.30).

Fonte Regione Lazio

 
CORONAVIRUS

Dopo lOrdinanza del Presidente della Regione Lazio n.Z00004 del 8 marzo 2020che prevede la sospensione delle attività per piscine, palestre e centri benessere, la nuova Ordinanza presidenziale n.Z00006 del 10 marzo 2020 estende la sospensione anche a centri estetici, centri tatuaggi, autonomi ovvero inseriti all’interno di altre strutture o esercizi commerciali e alle strutture termali di cui all’articolo 4, comma 1 lettera d) della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4.

Tra gli altri punti dell’ordinanza, si sottolinea inoltre che gli esercizi che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande e tutti i soggetti che trasformano, producono, tengono in deposito o comunque manipolano per poi vendere o somministrare prodotti alimentari, in relazione all’attività svolta, sono tenuti all’utilizzo obbligatorio di mascherine e guanti.

 
Impianti elettrici

L’articolo 36 del decreto Milleproroghe – decreto legge n. 162 del 30 dicembre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre – istituisce, presso l’INAIL, la banca dati digitale delle verifiche degli impianti elettrici (previste dal D.lgs. n. 81/08, art. 86, e dal DPR n. 462/01), gestita dall’INAIL, che consente la diffusione delle tecnologie digitali tra imprese e pubblica amministrazione, rendendo completamente informatizzato il processo di trasmissione dei dati delle suddette verifiche dalle imprese all’INAIL.

L’adozione di una banca dati nazionale dovrebbe ridurre l’elusione, da parte dei datori di lavoro, dell’obbligo di verifica degli impianti elettrici, così come è avvenuto per le verifiche degli apparecchi di sollevamento e degli apparecchi a pressione (D.lgs. 81/08, art. 71 e DI 11/04/11), settore in cui stata già realizzata una banca dati.

Ad oggi, sembra che venga sottoposto a verifica solo il 5% degli impianti che ne avrebbero l’obbligo, con la conseguente violazione del diritto di tutti i lavoratori (e più in generale delle persone esposte, e non del solo 5% di essi), ad essere tutelati nella propria incolumità (il numero di infortuni sul lavoro, mortali o comunque fortemente invalidanti, dovuti al rischio elettrico è molto elevato).

Fonte: Quotidiano del condominio

 
Bando ISI 2020

Investire nella salute e nella sicurezza sul lavoro. L’edizione 2019 del Bando Isi lanciato dall’Inail prevede proprio la possibilità di accedere a contributi per la realizzazione di progetti che migliorino le condizioni di lavoro di tante imprese italiane.

Progetti d’investimento

I destinatari dei finanziamento sono quindi tutte le imprese, incluse le ditte individuali iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura più gli enti del terzo settore (Asse2).
Vediamo insieme quali sono i progetti ammessi a finanziamento e relativo Asse:

  • Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale – Asse di finanziamento 1
  • Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC) – Asse di finanziamento 2
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto – Asse di finanziamento 3
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività – Asse di finanziamento 4
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli -Asse di finanziamento 5.

Assi di finanziamento

Le risorse finanziarie che l’Inail mette a disposizione dei progetti vengono ripartite per regione/provincia autonoma e per assi. Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’IVA come riportato dall’Istituto:

Assi 1 (sub Assi 1.1 e 1.2), 2, 3 e 4 nella misura del 65% e con i seguenti limiti:

Assi 1 (sub Assi 1.1 e 1.2), 2, 3, fino al massimo erogabile di 130.000,00 Euro ed un finanziamento minimo ammissibile pari a 5.000,00 Euro. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale di cui all’allegato (sub Asse 1.2) non è fissato il limite minimo di finanziamento. Per l’Asse 4, il massimo erogabile è pari a 50.000,00 Euro per un finanziamento minimo ammissibile pari a 2.000,00 Euro.

Asse 5 (su Assi 5.1 e 5.2) nella misura del:
40% per i soggetti destinatari del sub Asse 5.1 (generalità delle imprese agricole);

50% per i soggetti destinatari del sub Asse 5.2 (giovani agricoltori).

Il finanziamento massimo erogabile è pari a Euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a Euro 1.000,00.

Presentazione della domanda per via telematica

La domanda va presentata in modalità telematica attraverso il caricamento della documentazione su piattaforma Inail. Basterà accedere dal sito www.inail.it ai servizi online. Attraverso un percorso guidato la domanda di finanziamento verrà inserita e poi inoltrata all’Istituto. Le date di apertura e chiusura della procedura informatica saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata al Bando Isi 2019, entro il 31 gennaio 2020.

Avviso pubblico.

Fonte TCE Magazine

 
Corso Haccp per inoccupati o disoccupati

Noi di Sisthema & Analisi crediamo nelle opportunità! Per questo motivo abbiamo deciso di formulare nuovi prezzi agevolati per i corsi di formazione professionali, che permettano di arricchire il curriculum di chi è in cerca di un' occupazione.

Per chi ha intenzione di cercare lavoro nel settore alimentare, è fondamentale non farsi trovare impreparato e fornire l'attestato HACCP.

Ci rivolgiamo a chi è disoccupato o inoccupato, contattateci per avere maggiori informazioni!

 
Banche online, allarme sicurezza

Secondo un recente report condotto da ImmuniWeb sulla conformità di applicazioni e servizi di online e mobile banking, risultano elevati i rischi legati alla sicurezza dei dati e alla privacy per gli utenti delle Banche che offrono soluzioni digitali.

Addirittura, il 97% delle principali banche risulta a rischio di furto di dati online e il 20% delle app di mobile banking contiene almeno una vulnerabilità di sicurezza ad alto rischio.

A tutto questo si aggiunge il fatto che, delle 100 banche esaminate (39 europee) 85 app di web banking non superano il test di conformità al GDPR (Regolamento UE 2016/679): 25 non sono protette da firewall, 49 applicazioni web di e-banking non hanno superato il test di conformità PCI DSS e 7 contengono vulnerabilità note e sfruttabili dagli hacker.

Ancora più preoccupante il fatto che il 100% delle banche esaminate presenta vulnerabilità di sicurezza o problemi relativi a sotto-domini dimenticati: l’81% di questi contiene software esterno, ha componenti obsoleti e il 2% contiene vulnerabilità divulgate pubblicamente e sfruttabili.

Fonte PMI.it

 
Informazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico?ricettive

Considerando che molti studi hanno dimostrato l’ampia diffusione della Legionella nei sistemi idrici delle strutture turistico-ricettive e termali, è importante adottare misure di prevenzione e controllo attraverso attenta valutazione del rischio, da parte dei gestori delle strutture.

Ma cos’è la legionellosi?

La legionellosi è una grave forma di polmonite causata da batteri appartenenti al genere Legionella, che provoca la morte in circa il 5-10% degli individui infetti.

I sintomi iniziano in genere da due a 10 giorni dopo l’infezione, tuttavia ci sono casi particolari di tre settimane.

Solitamente la malattia esordisce con febbre, brividi, cefalea e dolori muscolari, in seguito compaiono tosse secca e difficoltà respiratorie che possono degenerare fino ad una forma grave di polmonite.

La legionellosi si contrae per inalazione di microscopiche goccioline di acqua contenti batteri della Legionella. Questi batteri vivono in acqua e sono in grado di moltiplicarsi in condizioni favorevoli, come acqua stagnante alle temperature comprese tra 20°C e 50 °C.

I gestori delle strutture ricettive devono essere consapevoli del rischio di legionellosi e devono adottare misure volte a ridurre il più possibile tale rischio

Il rischio di infezione sussiste ovunque possono generarsi goccioline d’acqua. Alcuni esempi sono:

- - Docce e rubinetti

- - Vasche termali/idromassaggio

- - Torri di raffreddamento e condensatori evaporativi per il condizionamento dell’aria

- - Fontane ornamentali

- - Banchi alimentari umidificati

- - Impianti idrici con tubi di irrigazione da giardino.

Il batterio Legionella è in grado di sopravvivere e moltiplicarsi in:

- - Acqua a temperature comprese tra 20° e 50°

- - Nei serbatoi di acqau cada e fredda

- - Nelle tubature con flusso d’acqua scarso

- - Nel limo e nella sporcizia che si accumula nelle condutture

- - Sulle gomme delle guarnizioni delle lavatrici

- - Nelle caldaie e nei serbatoi di acqua calda

- - Nel calcare e nella ruggine delle tubature, docce e rubinetti

Gli albergatori e gestori di strutture ricettive sono invitati a seguire le linee guida per ridurre ilriscio derivante dal Legionella.

- - Nominare un responsabile per il controllo della Legionella ed assicurarsi che abbia una formazione adeguata per svolgere tale compito.

- - Mantenere l’acqua calda costantemente corrente e a temperatura calda tra i 50° e 60° lungo tutto l’impianto idrico dell’acqua calda.

- - Mantenere l’acqua fredda costantemente a temperatura inferiore a 20° lungo tutto l’impianto fino al punto di fuoriuscita

- - Far scorrere acqua da tutti i rubinetti e dalle docce nelle stanze e nelle altre aree per diversi minuti per far defluire l’acqua almeno una volta a settimana se le stanze non sono occupate, e sempre prima di occuparle

- - Mantenere i soffioni delle docce e i rubinetti puliti e privi di calcare

- - Pulire e disinfettare regolarmente le caldaie una volta l’anno

- - Disinfettare l’impianto di acqua calda con alte concentrazioni di cloro per 2-4 ore dopo la manutenzione prima dell’inizio di ogni stagione

- - Pulire e disinfettare i filtri per l’acqua

- - Ispezionare i serbatoi di acqua e le tubature visibili

- - Se è presente una piscina termale o vasca idromassaggio assicurarsi che :

-sia costantemente trattata con 2-3mg/l di cloro e che i livelli di pH siano monitorati almeno 3 volte al giorno

-almeno metà dell’acqua venga sostituita ogni giorno

-venga effettuato giornalmente il lavaggio dei filtri

-l’intero impianto venga pulito e disinfettato una volta alla settimana.

E' necessario rivolgersi ad esperti in questo settore per i controlli specifici, ed inoltre i campioni di acqua devono essere esaminati da laboratori accreditati per le analisi della Legionella.

 
Nuove norme antincendio per gli edifici privati

E’ in vigore da oggi il DM 25 gennaio 2019 sulla sicurezza antincendio nelle abitazioni che introduce misure di prevenzione commisurate all’altezza degli edifici.

Ricordiamo che per “altezza antincendi” negli edifici civili non si intende l’altezza di gronda, ma l’altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso.

Antincendio condomìni: ecco cosa prevedono le nuove regole

Il decreto, che aggiorna il DM 246/1987, individua quattro livelli di prestazione antincendio in base all’altezza antincendi dell’edificio:
- L.P. 0 per gli edifici di altezza antincendi da 12 metri a 24 metri;
- L.P. 1 per gli edifici di altezza antincendi da 24 metri a 54 metri;
- L.P. 2 per gli edifici di altezza antincendi da oltre 54 metri fino a 80 metri;
- L.P. 3 per gli edifici di altezza antincendi oltre 80 metri.

Per ogni gruppo sono indicati i compiti e le funzioni del responsabile dell’attività antincendio e degli occupanti. Al crescere dell’altezza antincendi, il decreto introduce via via misure preventive e attività di pianificazione dell’emergenza. Negli edifici di altezza antincendi superiore a 80 metri o con più di mille occupanti scatta inoltre l’obbligo di nominare un coordinatore per la gestione dell’emergenza.

Antincendio in condominio: come si applicano le nuove norme

Il provvedimento si applica da oggi agli edifici di nuova costruzione e a quelli esistenti che siano oggetto di interventi comportanti la realizzazione o il rifacimento delle facciate per una superficie superiore al 50% della superficie complessiva delle facciate.

Gli edifici esistenti avranno due anni di tempo, quindi fino al 6 maggio 2021, per l’adeguamento all’obbligo di installazione degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza. Invece, per mettersi in regola e adottare le misure organizzativo-gestionali, calibrate in funzione dell'altezza degli edifici, previste nella nuova norma, i condomìni esistenti (di altezza antincendio pari o superiore a 12 metri) avranno un anno di tempo.

Fonte: Edilportale

 
Termina il Periodo di tolleranza per adeguarsi al GDPR

A prevedere un “periodo di grazia”, non è stato direttamente il GDPR, ma il decreto legislativo 101/2018, che ha adeguato la vecchia normativa nazionale sulla privacy al nuovo sistema europeo.
Il comma 13 dell’articolo 22 del Dlgs, prevedeva che per otto mesi a partire dal 19 settembre scorso, data di entrata in vigore del decreto, il Garante della privacy tenesse conto, prima di applicare sanzioni amministrative, della novità delle regole sulla tutela dei dati.

Come il Garante ha ripetuto, inizierà una tornata di nuove ispezioni, concentrata soprattutto sui grandi gestori di dati personali.

La check list per evitare le sanzioni previste dal GDPR

  • Sistemi digitali maggiormente vulnerabili ai data breach
    Verifica delle misure di protezione delle informazioni: tenuta dei database, dei firewall, degli accessi a internet, della posta elettronica, solo per fare alcuni esempi. In altre parole, un check di tutti i sistemi potenzialmente vulnerabili che, se aggrediti, possono comportare una violazione dei dati.
  • Tempo di conservazione dei dati
    Spesso si tende a conservare le informazioni personali per sempre. In realtà, esistono dei tempi di custodia da rispettare.
  • Registro dei trattamenti
    È un obbligo che riguarda tutti tranne casi sporadici. È uno strumento che consente di avere traccia della vita del dato dal momento in cui entra in azienda.
  • Redazione delle informative
    Specificazione di una serie di informazioni, quali tipologia di dati trattati e finalità per cui gli stessi sono stati raccolti.
  • Nomina dei soggetti responsabili
    Ripartizione degli incarichi ai soggetti autorizzati dal titolare, al trattamento dei dati. Gli incaricati possono essere interni all’azienda o consulenti esterni.

Fonte: opentorino

 

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