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Sisthema e Analisi

L.go F. Nagni, 15 - Viterbo - VT - 01100
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Descrizione dell'azienda

Sisthema & Analisi S.r.l. è una società di
consulenti, con elevata esperienza, che
lavorano con l’obiettivo di offrire piena
assistenza a professionisti, piccole e medie
imprese, in materia di Salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro, HACCP, sistemi di gestione
della qualità, trattamento dei dati personali e
formazione.
L’azienda opera nel settore della consulenza
dagli anni ’80, mantenendo in continuo
aggiornamento le proprie competenze. Grazie
alla collaborazione di personale esperto,
accresce la propria realtà aziendale,
espandendo la rete commerciale a tutto il
Lazio, l’Umbria, la Toscana, la Campania e il
Molise.

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Informazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico?ricettive

Considerando che molti studi hanno dimostrato l’ampia diffusione della Legionella nei sistemi idrici delle strutture turistico-ricettive e termali, è importante adottare misure di prevenzione e controllo attraverso attenta valutazione del rischio, da parte dei gestori delle strutture.

Ma cos’è la legionellosi?

La legionellosi è una grave forma di polmonite causata da batteri appartenenti al genere Legionella, che provoca la morte in circa il 5-10% degli individui infetti.

I sintomi iniziano in genere da due a 10 giorni dopo l’infezione, tuttavia ci sono casi particolari di tre settimane.

Solitamente la malattia esordisce con febbre, brividi, cefalea e dolori muscolari, in seguito compaiono tosse secca e difficoltà respiratorie che possono degenerare fino ad una forma grave di polmonite.

La legionellosi si contrae per inalazione di microscopiche goccioline di acqua contenti batteri della Legionella. Questi batteri vivono in acqua e sono in grado di moltiplicarsi in condizioni favorevoli, come acqua stagnante alle temperature comprese tra 20°C e 50 °C.

I gestori delle strutture ricettive devono essere consapevoli del rischio di legionellosi e devono adottare misure volte a ridurre il più possibile tale rischio

Il rischio di infezione sussiste ovunque possono generarsi goccioline d’acqua. Alcuni esempi sono:

- - Docce e rubinetti

- - Vasche termali/idromassaggio

- - Torri di raffreddamento e condensatori evaporativi per il condizionamento dell’aria

- - Fontane ornamentali

- - Banchi alimentari umidificati

- - Impianti idrici con tubi di irrigazione da giardino.

Il batterio Legionella è in grado di sopravvivere e moltiplicarsi in:

- - Acqua a temperature comprese tra 20° e 50°

- - Nei serbatoi di acqau cada e fredda

- - Nelle tubature con flusso d’acqua scarso

- - Nel limo e nella sporcizia che si accumula nelle condutture

- - Sulle gomme delle guarnizioni delle lavatrici

- - Nelle caldaie e nei serbatoi di acqua calda

- - Nel calcare e nella ruggine delle tubature, docce e rubinetti

Gli albergatori e gestori di strutture ricettive sono invitati a seguire le linee guida per ridurre ilriscio derivante dal Legionella.

- - Nominare un responsabile per il controllo della Legionella ed assicurarsi che abbia una formazione adeguata per svolgere tale compito.

- - Mantenere l’acqua calda costantemente corrente e a temperatura calda tra i 50° e 60° lungo tutto l’impianto idrico dell’acqua calda.

- - Mantenere l’acqua fredda costantemente a temperatura inferiore a 20° lungo tutto l’impianto fino al punto di fuoriuscita

- - Far scorrere acqua da tutti i rubinetti e dalle docce nelle stanze e nelle altre aree per diversi minuti per far defluire l’acqua almeno una volta a settimana se le stanze non sono occupate, e sempre prima di occuparle

- - Mantenere i soffioni delle docce e i rubinetti puliti e privi di calcare

- - Pulire e disinfettare regolarmente le caldaie una volta l’anno

- - Disinfettare l’impianto di acqua calda con alte concentrazioni di cloro per 2-4 ore dopo la manutenzione prima dell’inizio di ogni stagione

- - Pulire e disinfettare i filtri per l’acqua

- - Ispezionare i serbatoi di acqua e le tubature visibili

- - Se è presente una piscina termale o vasca idromassaggio assicurarsi che :

-sia costantemente trattata con 2-3mg/l di cloro e che i livelli di pH siano monitorati almeno 3 volte al giorno

-almeno metà dell’acqua venga sostituita ogni giorno

-venga effettuato giornalmente il lavaggio dei filtri

-l’intero impianto venga pulito e disinfettato una volta alla settimana.

E' necessario rivolgersi ad esperti in questo settore per i controlli specifici, ed inoltre i campioni di acqua devono essere esaminati da laboratori accreditati per le analisi della Legionella.

 
Nuove norme antincendio per gli edifici privati

E’ in vigore da oggi il DM 25 gennaio 2019 sulla sicurezza antincendio nelle abitazioni che introduce misure di prevenzione commisurate all’altezza degli edifici.

Ricordiamo che per “altezza antincendi” negli edifici civili non si intende l’altezza di gronda, ma l’altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso.

Antincendio condomìni: ecco cosa prevedono le nuove regole

Il decreto, che aggiorna il DM 246/1987, individua quattro livelli di prestazione antincendio in base all’altezza antincendi dell’edificio:
- L.P. 0 per gli edifici di altezza antincendi da 12 metri a 24 metri;
- L.P. 1 per gli edifici di altezza antincendi da 24 metri a 54 metri;
- L.P. 2 per gli edifici di altezza antincendi da oltre 54 metri fino a 80 metri;
- L.P. 3 per gli edifici di altezza antincendi oltre 80 metri.

Per ogni gruppo sono indicati i compiti e le funzioni del responsabile dell’attività antincendio e degli occupanti. Al crescere dell’altezza antincendi, il decreto introduce via via misure preventive e attività di pianificazione dell’emergenza. Negli edifici di altezza antincendi superiore a 80 metri o con più di mille occupanti scatta inoltre l’obbligo di nominare un coordinatore per la gestione dell’emergenza.

Antincendio in condominio: come si applicano le nuove norme

Il provvedimento si applica da oggi agli edifici di nuova costruzione e a quelli esistenti che siano oggetto di interventi comportanti la realizzazione o il rifacimento delle facciate per una superficie superiore al 50% della superficie complessiva delle facciate.

Gli edifici esistenti avranno due anni di tempo, quindi fino al 6 maggio 2021, per l’adeguamento all’obbligo di installazione degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza. Invece, per mettersi in regola e adottare le misure organizzativo-gestionali, calibrate in funzione dell'altezza degli edifici, previste nella nuova norma, i condomìni esistenti (di altezza antincendio pari o superiore a 12 metri) avranno un anno di tempo.

Fonte: Edilportale

 
Termina il Periodo di tolleranza per adeguarsi al GDPR

A prevedere un “periodo di grazia”, non è stato direttamente il GDPR, ma il decreto legislativo 101/2018, che ha adeguato la vecchia normativa nazionale sulla privacy al nuovo sistema europeo.
Il comma 13 dell’articolo 22 del Dlgs, prevedeva che per otto mesi a partire dal 19 settembre scorso, data di entrata in vigore del decreto, il Garante della privacy tenesse conto, prima di applicare sanzioni amministrative, della novità delle regole sulla tutela dei dati.

Come il Garante ha ripetuto, inizierà una tornata di nuove ispezioni, concentrata soprattutto sui grandi gestori di dati personali.

La check list per evitare le sanzioni previste dal GDPR

  • Sistemi digitali maggiormente vulnerabili ai data breach
    Verifica delle misure di protezione delle informazioni: tenuta dei database, dei firewall, degli accessi a internet, della posta elettronica, solo per fare alcuni esempi. In altre parole, un check di tutti i sistemi potenzialmente vulnerabili che, se aggrediti, possono comportare una violazione dei dati.
  • Tempo di conservazione dei dati
    Spesso si tende a conservare le informazioni personali per sempre. In realtà, esistono dei tempi di custodia da rispettare.
  • Registro dei trattamenti
    È un obbligo che riguarda tutti tranne casi sporadici. È uno strumento che consente di avere traccia della vita del dato dal momento in cui entra in azienda.
  • Redazione delle informative
    Specificazione di una serie di informazioni, quali tipologia di dati trattati e finalità per cui gli stessi sono stati raccolti.
  • Nomina dei soggetti responsabili
    Ripartizione degli incarichi ai soggetti autorizzati dal titolare, al trattamento dei dati. Gli incaricati possono essere interni all’azienda o consulenti esterni.

Fonte: opentorino

 
MUD 2019

C’è tempo fino al prossimo 22 giugno per la presentazione del MUD, il Modello Unico di Dichiarazione ambientale. Con il DPCM 24 dicembre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 febbraio 2019, è stato infatti approvato il nuovo modello della dichiarazione annuale obbligatoria, che sostituisce integralmente quello dello scorso anno. Per questo, ai sensi dell’art. 6 della legge 70 del 1994, il termine ultimo per la presentazione slitta dal tradizionale 30 aprile a 120 giorni dalla data di pubblicazione del decreto.

 
Bando Isi Inail per il 2019

L’Avviso pubblico Isi 2019 ha l’obiettivo:

- di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori;

- di incentivare le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

SOGGETTI DESTINATARI

Tutte le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

È stata confermata, inoltre, la possibilità per gli enti del terzo settore, anche non iscritti al registro delle imprese ma censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle Province autonome, di accedere al secondo asse di finanziamento dedicato ai progetti di riduzione del rischio dovuto alla movimentazione dei carichi.

AMMONTARE DEL FINANZIAMENTO

L’agevolazione è costituita da un contributo in conto capitale che copre fino al 65% delle spese sostenute per ogni progetto ammesso, da un minimo di 5mila € ad un massimo di 130mila€.

SPESE FINANZIABILI

  • Macchinari, attrezzature, dispositivi vari (nuovi di fabbrica);
  • Rifacimento impianto elettrico;
  • Impianti di aspirazione e captazione gas, fumi, nebbie, vapori o polveri;
  • Rimozione eternit (smaltimento amianto);
  • Camion con gru (gru obbligatoria, escluso camion);
  • Carrelli elevatori, movimentatori e sollevatori telescopici: muletti, bobcat, merli, ragni, ecc.;
  • Piattaforme aeree (camion con cestello);
  • Pavimentazione (es. antiscivolo, antisdrucciolo, ecc.);
  • Trattori e attrezzature agricole.

Sono ammesse a finanziamento le spese direttamente necessarie alla realizzazione del progetto, le eventuali spese accessorie o strumentali funzionali alla realizzazione dello stesso e indispensabili per la sua completezza, nonché le eventuali spese tecniche, così come previsto dall’Avviso Pubblico.

Le spese devono essere sostenute dall’impresa richiedente i cui lavoratori e/o il titolare beneficiano dell’intervento e devono essere documentate.

Le spese ammesse a finanziamento devono essere riferite a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione alla data del 30 maggio 2019.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Le domande possono essere presentate a partire dall’11 aprile 2019 e fino alle ore 18:00 del 30 maggio 2019.

Per maggiori informazioni CONTATTATECI

 
Modello OT/24

Con l’applicazione del modello OT/24, l’INAIL offre la possibilità di ridurre il premio annuale alle imprese virtuose che hanno effettuato interventi volti al miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa in materia (d.lgs. 81/2008 e successive modificazioni), mediante lo sconto denominato “Oscillazione per prevenzione OT24“. In particolare, possono usufruire della riduzione del premio INAIL tutte le aziende che rispettano i seguenti requisiti:

  • in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa;
  • in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro (pre-requisiti);
  • che hanno effettuato interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro, nell’anno precedente a quello in cui chiede la riduzione.

SCARICA IL MODELLO

 
Legge di Bilancio 2019

Maggiorazione delle Sanzioni (articolo 1 comma 445)
Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, c'è un riferimento al Testo Unico di Sicurezza al comma 445 dell'articolo 1.
Al fine di rafforzare l'attività di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, gli importi delle seguenti sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale sono aumentati (lettera d) del 10 per cento per quanto riguarda gli importi dovuti per la violazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sanzionate in via amministrativa o penale.
Le maggiorazioni, si legge, saranno versate al bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Saranno inoltre destinate all'incremento del Fondo risorse decentrate dell'Ispettorato nazionale del lavoro per la valorizzazione del personale di questo.

Finanziamento dei progetti di investimento e formazione (articolo 1 comma 1122-1125)
Nel comma 1121 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2019 si fa riferimento alla revisione delle tariffe INAIL a partire dal 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021, dei premi e contributi INAIL per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; pertanto, si tiene conto delle minori entrate, pari a euro 410 milioni per l'anno 2019, a euro 525 milioni per l'anno 2020 e a euro 600 milioni per l'anno 2021.
In base al successivo comma 1122 si provvede mediante una riduzione per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 delle risorse strutturali destinate dall'INAIL per il finanziamento dei progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro (ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del D.Lgs. n.81/2008), per i seguenti importi:
1) euro 110 milioni per il 2019;
2) euro 100 milioni per il 2020;
3) euro 100 milioni per il 2021.
Nel successivo comma 1123 si indica che dovrà fornirsi apposita evidenza contabile di tale riduzione, in sede di predisposizione del progetto di bilancio per gli anni interessati.
Al comma 1124 si specifica che l'Istituto, per garantire la sostenibilità delle nuove tariffe, ne assicura al contempo il costante monitoraggio degli effetti e, in caso di accertato significativo scostamento negativo dell'andamento delle entrate, proporrà al Ministero del lavoro e dell'economia, l'adozione delle conseguenti misure correttive.
Al comma 1125 si trova invece il rinvio dei termini per l'autoliquidazione INAIL che abbiamo riportato nel precedente aggiornamento.

Fonte: https://www.insic.it/Home-salute-e-sicurezza

 
Dal Primo gennaio 2019 stop ai cotton fioc non biodegradabili

Dal primo gennaio 2019 i cotton fioc in plastica e non biodegradabili non verranno più prodotti né messi in commercio. Al loro posto ci saranno solo quelli realizzati con materiale biodegradabile e compostabili, con l’indicazione sulla confezione del loro corretto smaltimento e il divieto esplicito a gettarli nei servizi igienici e negli scarichi. Lo prevede l’emendamento introdotto nella legge di Bilancio per il 2018 e firmato da Ermete Realacci, allora presidente della Commissione Ambiente della Camera, attualmente presidente dell’associazione Symbola.

Per le violazioni al divieto sulle microplastiche sono previsti controlli e sanzioni pecuniarie dai 2.500 fino a 100mila euro e, in caso di recidiva, alla sospensione dell’attività produttiva di almeno un anno.

Siamo il primo Paese al mondo ad realizzare questo cambiamento. I cotton fioc sono tra i rifiuti che più si trovano sulle spiagge insieme alle microplastiche, prodotte anche dalla degradazione delle plastiche disperse in mare.

Fonte: https://www.lanuovaecologia.it/

 
Probabile abolizione SISTRI

Dal primo gennaio 2019 è soppresso il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri). E' quanto si legge nella bozza del Dl Semplificazioni atteso sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. Vengono così aboliti anche i contributi da versare per la costituzione e il funzionamento del Sistri a carico degli operatori iscritti con un contributo annuale.
Sempre dall'inizio del prossimo anno, dalla stessa data "e fino alla definizione ed alla piena operatività di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare", i soggetti tenuti alla tracciabilità dei rifiuti compiranno i propri adempimenti attraverso il ricorso a moduli cartacei, compilando i registri di carico e scarico e formulari di identificazione.

Fonte: http://www.ansa.it/canale_ambiente/

 
Latte in polvere, come evitare le contaminazioni microbiche

Secondo quanto richiesto del Ministero della Salute, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare ha effettuato una valutazione del rischio connesso alla diluizione del latte in polvere per i neonati, formulando alcune raccomandazioni per ridurre le possibilità di contaminazione in fase di preparazione.

Il Cnsa ricorda innanzitutto che le formule liquide offrono maggiori garanzie igieniche di quelle in polvere, che non sono sterili e possono contenere una flora microbica residua. Ciò che la normativa europea vieta è la presenza di Salmonella, Cronobacter sakazakii e altre Enterobacteriaceae.

Per ridurre la possibilità di sviluppo della flora patogena eventualmente già presente nella polvere e per evitare contaminazioni ambientali nella fase di ricostituzione del latte a partire dalla polvere, la Fao e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomandano di far bollire un litro di acqua del rubinetto, che va fatta poi raffreddare per 30 minuti, fino a quando la sua temperatura scende fino a circa 70°C; a questo punto si preleva il quantitativo necessario di acqua per la ricostituzione del latte in polvere.

A questo si aggiunge la raccomandazione del Cnsa di un’igiene accurata di contenitori, biberon, tettarelle e delle mani di chi opera la ricostituzione. Inoltre, una volta che la temperatura scende al di sotto dei 56°C e più precisamente tra 45°C e 25°C, il latte ricostituito non dovrebbe essere mantenuto a temperatura di refrigerazione (tra 5°C e 0°C) per più di 4 ore; per maggiore precauzione, dopo ogni poppata, ne andrebbe eliminata ogni rimanenza.

Fonte: https://ilfattoalimentare.it/

 

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Elenco Tag: formazione haccp sicurezza



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